Mi sposo o non mi sposo: questo è il problema?

Set 28, 09 Mi sposo o non mi sposo: questo è il problema?
di Carlo Lavermicocca

La fede nuziale è da sempre, nella società intorno alla chiesa e dentro di essa, simbolo di infinito impegno tra gli sposi (per la sua forma circolare), di resistenza della coppia a qualsiasi prova e di purezza dell’amore coniugale (essendo spesso d’oro, notoriamente metallo resistente e di valore). Ma di tutte queste belle convenzioni, passato il giorno del matrimonio (o nella migliore delle ipotesi, del primo periodo di passione) cosa resta?

Spesso (e sempre più spesso anche nelle coppie “cristiane”) assistiamo all’incapacità di sopportazione dei limiti dell’altro/a, allo sfumare dell’ideale di matrimonio che sognavano, al ripudio del cuore, della mente, del corpo dell’altra/o.
Assistiamo a furiose litigate o a continui borbottii… oppure a tradimenti… oppure a matrimoni “bianchi”…
Per non parlare dell’effetto che questi “rapporti” hanno sui figli!! Che poi crescendo vedono in quella fede nuziale non più i simboli ideali dai quali sono partiti ma una specie di “manetta” che li imprigiona ad un destino cupo.
Ed ecco il proliferare di convivenze, di “non credo più nel matrimonio”, di “ma ci vogliamo bene lo stesso” e chissà quante altre ne potreste citare.

Brad Willits, in questo video, ci parla del perché il matrimonio non possa continuare ad essere visto come un problema ma anzi come esso sia la soluzione. E come, finalmente, la fede (questa volta non quella nuziale) possa giocare un ruolo fondamentale nella formazione, nella crescita e nel perdurare della vita di coppia.

Link al video su evanTV

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